...noi che Figlie della Carità siamo, teniamo care le ammalate, come montagne di gemme, certe che queste attireranno sopra la Casa le particolari celesti benedizioni.

S. Maddalena di Canossa
Apertura della scuola

Maddalena, illuminata dalla Parola di Dio, comprende la sua missione e nel 1799 redige “Il Piano” che svela la grandezza del suo cuore apostolico. Presenta il suo Piano al Vescovo Avogadro a Verona, che  – contrario all’inclinazione di Maddalena verso la cura del malati –  incoraggia lei di aprire senza indugio la Scuola della Carità a Verona.

All’inizio del 1802 essa accoglie le prime due ragazzine, soggette all’influenza di un ambiente tristo. Con le proprie spese le accoglie nella casa di una sua compagna di cui prima si prendeva cura. Cerca però un locale più vasto che sarebbe accettato dalla sua famiglia e in cui avrebbe potuto iniziare l’opera. Il locale che la interessa è il convento dei santi Giuseppe e Fidenzio, preso dallo Stato in fisco (ex convento delle Agostiniane chiuso da Napoleone come altri conventi di clausura). Dopo due anni delle noiose insistenze il decreto di rilascio viene firmato il 1 aprile 1808 e la marchesa Maddalena inizia i più urgenti lavori di restauro.

Al mattino dell’ 8 maggio 1808, nella terza Domenica di Pasqua e nella Festa patronale di San Giuseppe, il gran sogno di Maddalena di Canossa diventa realtà: essa si installa in questo convento assieme alle sue educande. Poi, per alcuni anni viene assistita da Leopoldina Naudet (che in futuro diventerà fondatrice delle Suore della Sacra Famiglia) assieme alle sue compagne, attendendo che il piano di Dio apparirà più chiaro.

Per Maddalena questo evento è di massima importanza. L’Istituto che Dio voleva da lei, nasce proprio oggi. E lei ha 34 anni.

Nel 1812 ritorna a Venezia per via dei Fratelli Cavanis. Dopo aver sbrigato l’affare, mentre si prepara di ritornare a Verona, viene presuasa da alcuni suoi amici di rimanerci ancora. Si lascia convincere che la città lagunare abbia gli stessi bisogni che Verona. Trova un piccolo locale e fonda la sua opera a Venezia.

Maddalena, incoraggiata più volte dalla contessa Carolina Durini ( nobile dama tutta dedicata alle opere di carità), prima di accettare questa proposta dialoga con lei a lungo e risponde che la accetterà soltanto con la condizione che alla vedetta verrà assicurata una spiritualità e il sistema uguale come a Verona.

L’opera inizia nel 1816, però si deve attendere sette anni prima di ricevere l’approvazione canonica (1823). Marchesa di Canossa, allora, si decide di fondare una nuova casa a Bergamo. L’avvocato Zeverio Gavazenni, dopo aver conosciuto la struttura dell’opera, anche lui lo desidera a Bergamo. Nel 1820 Maddalena apre la casa in questa città e ne riceve l’approvazione canonica ancora nello stesso anno.

La fondazione a Trento e legata alle le persone di pezzo grosso, che assieme all’opera Canossa contribuirono al bene della Chiesa in questa città. Tra esse c’erano: l’Arcivescovo Carlo Emanuele dei Conti Sardagna, il vicario capitolare a Trento; gran filosofo e fondatore Antonio Rosmini e sua sorella Margherita Rosmini. Il 21 giugno 1828, Maddalena e Margherita Rosmini, sono testimoni dell’inaugurazione dell’Istituto a Trento, con l’assenso del Vescovo Francesco Saverio Luschin.